Sabato 20 gennaio, ore 21, Teatro Duse di Besozzo!

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Sabato 29 aprile, ore 21, Teatro Duse di Besozzo!

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Sabato 29 aprile il Teatro Duse avrà l’onore e il piacere di ospitare in grande Giobbe Covatta con il suo spettacolo “6 gradi”.
In scena un nuovo spettacolo dove comicità, ironia e satira si accompagnano alla divulgazione scientifica su quelli che sono i grandi temi del nostro secolo: sostenibilità del Pianeta e di conseguenza delle sue popolazioni.

Un’occasione di divertimento, ma anche per comprendere che la fine del mondo prevista per il 2012 potrebbe essere solo stata rimandata, se la temperatura del nostro pianeta aumentasse di… 6 gradi! Certo l’uomo non perderà il suo ingegno e Giobbe si diverte ad immaginare le stravaganti invenzioni scientifiche, ma anche sociali e politiche, che metteremo a punto per far fronte ad una drammatica emergenza ambientale e sociale. Ne emergeranno personaggi di grande verve comica indaffarati a realizzare all’ultimo momento quello che noi avremmo dovuto fare da anni.
Prenotazioni disponibili presso Musical Box, via XXV aprile, n.58, Besozzo.

 

Sabato 22 aprile, ore 21, Teatro Duse di Besozzo!

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Come ogni anno, torna la Compagnia Dialettale di Bogno.
Con “I mudand ross”, di Sergio Cappelletti, la locale compagnia porta in scena uno spettacolo divertente e irriverente, tipico esempio della sceneggiatura di genere, basata su tradizioni ed equivoci.
Fraintendimenti e credenze popolari saranno fonte di ridicole disavventure per le due famiglie benestanti protagoniste di questa piece teatrale votata all’intrattenimento più spensierato.
Gli ingredienti? Due figli in età da matrimonio, una domestica sparita e la nota superstizione legata all’indossare un capo rosso la notte di capodanno: tanto basterà per sconvolgere la quiete. Risate assicurate.

Sabato 8 aprile, ore 21, Teatro Duse di Besozzo!

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Un omaggio alle donne che con passione hanno dedicato la propria esistenza allo studio della scienza. Alcune hanno avuto riconoscimenti internazionali, altre sono state dimenticate, altre ancora hanno pagato con la propria vita la loro “diversità”. Lo spettacolo è ambientato ai giorni nostri. Bretta è una scrittrice alla quale è stata affidata la stesura di un libro ambizioso dal titolo “Le donne e la scienza”. Pila è la sua governante, alla quale chiedere consiglio e aiuto pratico.Le due donne viaggeranno nel tempo dando voce ad alcune delle figure femminili: dalla giovane Ipazia, la cui storia è ambientata ad Alessandria d’Egitto nel IV secolo d.C, fino a Rita Levi Montalcini. Lo spettacolo è adatto anche ad un pubblico di ragazzi.

Sabato 25 marzo, ore 21, Teatro Duse di Besozzo!

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Un percorso di musica, parole e immagini intorno alla figura del cantautore milanese e della Milano che egli ha raccontato nelle canzoni fin dagli anni ’60.
La Milano dei quartieri con i suoi mille personaggi stravaganti e surreali: i “pali” dell’Ortica, quello che andava a Rogoredo a “cercare i sò danée”, le balere di periferia dove c’è sempre chi “per un basin” avrebbe dato la vita intera. I sogni e le miserie di chi sta ai margini di una società che corre troppo veloce, incurante degli ultimi. Il boom economico con le sue contraddizioni, con “Vincenzina” che vuol bene alla fabbrica, quello che “prendeva il treno per non essere da meno” e chi davanti a un documento di residenza “gli viene in mente tutta l’infanzia”. C’è chi insegue una storia d’amore: “roba minima, s’intend, roba de barbun”, e poi c’è chi nonostante tutto ride, e ride di gusto perché “ sempre allegri bisogna stare che il nostro piangere fa male al re, al ricco e al cardinale”.
Jannacci è stato sempre dalla parte degli ultimi, dei balordi, li ha cantati con il cuore in gola, nei suoi versi c’è la speranza che non si arrende.
Proprio come un clown, ha la capacità di stupire, di creare atmosfere poetiche, di inventare incantesimi, di far ridere e piangere allo stesso tempo.
Canzoni comiche e malinconiche, ovvero malin-comiche. Le canzoni sono introdotte, seguite, contaminate dalle parole di alcuni autori milanesi che, per assonanze logiche e illogiche, danno vita a una carrellata di personaggi eccentrici, surreali, timidi o inquieti, ma sempre densi di quella umanità semplice e schietta di cui erano ricche le periferie popolari e le case di ringhiera della Milano negli anni 50-60.
Di e con: Stefano Orlandi. Contaminazioni letterarie di Beppe Viola, Franco Loi, Giovanni Testori, Walter Valdi. Chitarra: Massimo Betti. Contrabbasso: Stefano Fascioli. Fisarmonica: Giulia Bertasi. Scene: Maria Spazzi. Costumi: Federica Ponissi. Luci: Alessandro Verazzi. Tecnica: Roberta Faiolo. Una produzione ATIR Teatro Ringhiera.

Sabato 25 febbraio, ore 21, al Teatro Duse di Besozzo!

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ATTENZIONE: Per le tematiche trattate lo spettacolo potrebbe non essere adatto ai minori di 14 anni

B&B – uno spettacolo in cui nulla è come sembra –

“B&B”, commedia scritta e diretta dal besozzese Matteo Tibiletti, segna il debutto per la compagnia teatrale “Girodivite” che prende il nome dall’omonimo romanzo di Henry James e che intende toccare, proprio con questo spettacolo, molti temi profondamente legati all’attualità: su tutti l’ambiguità insita nell’essere umano e la violenza contro le donne.
Bernie e Bianca, sorelle dal passato tormentato e violento: l’una perseguitata dall’ex marito, l’altra reduce da abusi fisici e psicologici. Da sole gestiscono un modesto bed & breakfast ereditato dai genitori nei pressi di un’anonima località di mare. Un giorno irrompe nella loro vita Stefano, un uomo affascinante e molto invadente. Tutto scivola ancor più nel grottesco al sopraggiungere del fratello di Stefano, Teddy: un uomo in stato vegetativo, ridotto su di una sedia a rotelle dopo un brutto incidente stradale. Il ritratto di quattro personaggi ai margini, in un crescendo comico e grottesco, fornirà ben presto un quadro completo di un’umanità complessa e indecifrabile, all’interno della quale nulla è realmente come sembra.

In scena: Emanuela Legno, Lia Locatelli, Fabrizio Valezano e Matteo Tibiletti. Scene sono curate da Sara Cremona. Musiche originali composte ed arrangiate da Jean-François Rosè Yapi.