Sabato 3 febbraio, ore 21, Teatro Duse di Besozzo!

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Msgana in Etiope significa grazie, grazie é una parola piena di grandi significati. Il primo grazie è per il dono della vita, e poi ogni giorno i grazie crescono e assumono sempre più importanza “Msgana Italia, Due Destini” vuole essere un grazie alla
vita, un viaggio che parte da lontano, dal con- cepimento!
Ci siamo imbattuti in questo libro molto delicato e pieno di significato e ne abbiamo voluto
trarre uno spettacolo di narrazione, sotto la
regia e visione di Roberto Anglisani, che ha
saputo accompagnarci magistralmente nel raccontare attraverso il solo utilizzo del corpo e della voce questa storia.

Uno spettacolo capace di creare immagini, regalare emozioni, lasciando il pubblico rapito, coinvolto e immerso in questo racconto.
La storia narra di due feti concepiti uno in Europa e l’altro in Africa che ci conducono in un viaggio attraverso due mondi vicini, ma a volte davvero distanti e lontani, facendoci puntare l’attenzione su cose che a volte diamo per scontate e facendo riaffiorare il vero senso ed il vero gusto della vita.
La nascita, la scuola, la malattia, I sogni, i destini, Rosa e Meskerem si raccontano attraverso la voce narrante di Andrea Gosetti e la musica dal vivo di Massimo Testa, portandoci alla scoperta di due mondi, un viaggio in bilico su due linee parallele che, come dice Erri De Luca, “in geometria non si incontreranno mai, ma nella vita due vite parallele si possono incontrare e scambiarsi il soccorso, l’affetto, la salvezza.”

lavoro di Medici con l’Africa “Cuamm” che operano in Africa aiutando le persone attraverso cure mediche e aiutando le mamme a partorire senza il rischio di morire.
Medici con l’Africa possono essere presenti in teatro se richiesto in base ai loro impegni e disponibilità portando a fine spettacolo una testimonianza del loro operato.

 

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Sabato 20 gennaio, ore 21, Teatro Duse di Besozzo!

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Una simpatica commedia brillante fatta di equivoci in un ambiente piccolo-borghese.
Tutto nasce quando una coppia, Giovanna e Dario, invita in villa un amico di lui, Nicola, che è anche l’amante segreto di Giovanna (la besozzese Maura Tombolato). Ma l’invito nasconde un altro tranello: Dario, il tradito è a sua volta traditore ed ha invitato la sua amante, Roberta, con l’intenzione di spacciarla come la ragazza di Nicola. In questa girandola di ruoli si inserisce anche una cameriera ad ore, ingaggiata per telefono all’ultimo momento. Su questo schema in continuo divenire monta la storia di uno dei week-end più intricati che si possono incontrare non solo nella vita, ma anche nel teatro brillante. E ogni volta un’invenzione dei protagonisti rimette in gioco tutto e tutti. Insomma uno spettacolo per trascorrere una serata all’insegna del divertimento ma con un occhio anche alla bravura degli attori e dalla loro tecnica teatrale basata sul ritmo, fondamentale per il genere, una forma di spettacolo che non invecchia mai.

Sabato 29 aprile, ore 21, Teatro Duse di Besozzo!

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Sabato 29 aprile il Teatro Duse avrà l’onore e il piacere di ospitare in grande Giobbe Covatta con il suo spettacolo “6 gradi”.
In scena un nuovo spettacolo dove comicità, ironia e satira si accompagnano alla divulgazione scientifica su quelli che sono i grandi temi del nostro secolo: sostenibilità del Pianeta e di conseguenza delle sue popolazioni.

Un’occasione di divertimento, ma anche per comprendere che la fine del mondo prevista per il 2012 potrebbe essere solo stata rimandata, se la temperatura del nostro pianeta aumentasse di… 6 gradi! Certo l’uomo non perderà il suo ingegno e Giobbe si diverte ad immaginare le stravaganti invenzioni scientifiche, ma anche sociali e politiche, che metteremo a punto per far fronte ad una drammatica emergenza ambientale e sociale. Ne emergeranno personaggi di grande verve comica indaffarati a realizzare all’ultimo momento quello che noi avremmo dovuto fare da anni.
Prenotazioni disponibili presso Musical Box, via XXV aprile, n.58, Besozzo.

 

Sabato 22 aprile, ore 21, Teatro Duse di Besozzo!

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Come ogni anno, torna la Compagnia Dialettale di Bogno.
Con “I mudand ross”, di Sergio Cappelletti, la locale compagnia porta in scena uno spettacolo divertente e irriverente, tipico esempio della sceneggiatura di genere, basata su tradizioni ed equivoci.
Fraintendimenti e credenze popolari saranno fonte di ridicole disavventure per le due famiglie benestanti protagoniste di questa piece teatrale votata all’intrattenimento più spensierato.
Gli ingredienti? Due figli in età da matrimonio, una domestica sparita e la nota superstizione legata all’indossare un capo rosso la notte di capodanno: tanto basterà per sconvolgere la quiete. Risate assicurate.

Sabato 8 aprile, ore 21, Teatro Duse di Besozzo!

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Un omaggio alle donne che con passione hanno dedicato la propria esistenza allo studio della scienza. Alcune hanno avuto riconoscimenti internazionali, altre sono state dimenticate, altre ancora hanno pagato con la propria vita la loro “diversità”. Lo spettacolo è ambientato ai giorni nostri. Bretta è una scrittrice alla quale è stata affidata la stesura di un libro ambizioso dal titolo “Le donne e la scienza”. Pila è la sua governante, alla quale chiedere consiglio e aiuto pratico.Le due donne viaggeranno nel tempo dando voce ad alcune delle figure femminili: dalla giovane Ipazia, la cui storia è ambientata ad Alessandria d’Egitto nel IV secolo d.C, fino a Rita Levi Montalcini. Lo spettacolo è adatto anche ad un pubblico di ragazzi.

Sabato 25 marzo, ore 21, Teatro Duse di Besozzo!

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Un percorso di musica, parole e immagini intorno alla figura del cantautore milanese e della Milano che egli ha raccontato nelle canzoni fin dagli anni ’60.
La Milano dei quartieri con i suoi mille personaggi stravaganti e surreali: i “pali” dell’Ortica, quello che andava a Rogoredo a “cercare i sò danée”, le balere di periferia dove c’è sempre chi “per un basin” avrebbe dato la vita intera. I sogni e le miserie di chi sta ai margini di una società che corre troppo veloce, incurante degli ultimi. Il boom economico con le sue contraddizioni, con “Vincenzina” che vuol bene alla fabbrica, quello che “prendeva il treno per non essere da meno” e chi davanti a un documento di residenza “gli viene in mente tutta l’infanzia”. C’è chi insegue una storia d’amore: “roba minima, s’intend, roba de barbun”, e poi c’è chi nonostante tutto ride, e ride di gusto perché “ sempre allegri bisogna stare che il nostro piangere fa male al re, al ricco e al cardinale”.
Jannacci è stato sempre dalla parte degli ultimi, dei balordi, li ha cantati con il cuore in gola, nei suoi versi c’è la speranza che non si arrende.
Proprio come un clown, ha la capacità di stupire, di creare atmosfere poetiche, di inventare incantesimi, di far ridere e piangere allo stesso tempo.
Canzoni comiche e malinconiche, ovvero malin-comiche. Le canzoni sono introdotte, seguite, contaminate dalle parole di alcuni autori milanesi che, per assonanze logiche e illogiche, danno vita a una carrellata di personaggi eccentrici, surreali, timidi o inquieti, ma sempre densi di quella umanità semplice e schietta di cui erano ricche le periferie popolari e le case di ringhiera della Milano negli anni 50-60.
Di e con: Stefano Orlandi. Contaminazioni letterarie di Beppe Viola, Franco Loi, Giovanni Testori, Walter Valdi. Chitarra: Massimo Betti. Contrabbasso: Stefano Fascioli. Fisarmonica: Giulia Bertasi. Scene: Maria Spazzi. Costumi: Federica Ponissi. Luci: Alessandro Verazzi. Tecnica: Roberta Faiolo. Una produzione ATIR Teatro Ringhiera.